Parallelamente alla consegna del prestigioso riconoscimento internazionale da parte del curatore del progetto Marco Oreggia, del presidente della Regione istriana Valter Flego e del direttore dell’Ente per il turismo dell’Istria Denis Ivošević al nostro Blend San Rocco prodotto dall’azienda di famiglia Primizia d.o.o, nelle nostre campagne è in pieno svolgimento la potatura delle olive.

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Le temperature miti e le abbondanti precipitazioni di questo inverno, hanno rappresentato quanto di meglio ci si poteva aspettare per le quasi 800 nuove piante d’oliva che abbiamo interrato nel mese di ottobre. Abbiamo messo a dimora le nostre piante di bianchera istriana, busa e leccino tutte attorno a Verteneglio, nelle campagne di famiglia di Valle e Cattunari in terra rossa e nella zona Buniz in terra grigia. In questi luoghi da sempre sorgevano i vigneti di famiglia di malvasia e terrano che hanno rappresentato una delle principali fonti di sostentamento per svariate generazioni. I tempi cambiano, l’agricoltura diventa sempre più un discorso specializzato e anche se a malincuore anche noi abbiamo dovuto adeguarci togliendo i vecchi vigneti per dar posto ai nuovi oliveti.

Questo inverno caldo e umido è stato particolarmente favorevole allo sviluppo dell’occhio di pavone, un fungo pericolosissimo che attacca tutti gli organi verdi della pianta e per questo abbiamo svolto il secondo trattamento invernale a base di rame.

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Concludo ricordando la partecipazione dei cuochi del nostro Gourmet Ristorante San Rocco allo show cooking realizzato nell’ambito della manifestazione di Olio Capitale a Trieste presso la Stazione Marittima. Non serve ricordare che le nostre due creazioni presentate ad un pubblico attento e specializzato e agli innumerevoli giornalisti sono state accompagnate dal olio San Rocco.

Unico rammarico rimane non aver visto ad Olio Capitale, questa che è una delle più importanti e ben organizzate manifestazioni olearie, nessun produttore d’olio e nessuna associazione di olivicoltori dall’Istria croata né dalla Croazia. Davvero un peccato che gli oli di una delle migliori regioni per quel che riguarda gli extra vergini d’oliva di qualità non abbiano avuto l’occasione di farsi apprezzare da quello che è il bacino storico di utenza dei prodotti istriani.